"Costruito come ricovero per i malati di peste di Milano, storicamente il Lazzaretto era il luogo del confinamento e dell’isolamento, il luogo della separazione dal resto del mondo.

I cancelli del Lazzaretto rappresentavano un confine invalicabile, all’interno del quale l’appestato veniva diviso dai sani: le mura separavano il dentro dal fuori.

Per questo il riferimento alla Peste! vuole essere uno stimolo a stare su quel confine, a praticare uno sguardo aperto e molteplice, allenare metodi di ricerca artistica capaci di superare modalità binarie e oppositive, di dare forma al mondo, andare oltre i perimetri tra: vuoto/pieno, privato/pubblico, materiale/immateriale, paura/possibilità, maschile/femminile, ordine/disordine, conflitto/pacificazione, vero/falso, ragione/emozione, naturale/artificiale, reale/virtuale, silenzio/rumore, integrità/molteplicità.

Il bando intende intercettare ricerche e proposte che mirino a ribaltare simbologie e immaginari, trovare modi altri di vedere, scrivere contro-narrazioni, produrre slittamenti di senso fuori dal comune. L’invito è a frequentare i confini, a praticare lo sconfinamento come pratica trasformativa individuale e collettiva". - 

Dal sito di Fondazione Il Lazzaretto - Premio Lydia 

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